Storia · capitolo 1 · finale
IL RUMORE DAL CORRIDOIO
Alle 2,17 di notte l'ascensore del vecchio palazzo si fermò al quinto piano.Laura alzò lo sguardo dal libro. Viveva sola. Il quinto piano era il suo. A quell'ora nessuno saliva mai.Sentì le porte aprirsi.Silenzio.Poi tre colpi leggeri alla porta.Toc...toc...toc..."Chi è?"Nessuna risposta.Guardò dallo spioncino. Il corridoio era vuoto.Quando aprì trovò solo una vecchia fotografia in bianco e nero. Ritraeva il palazzo negli anni 60. Sul retro c'era una frase scritta con inchiostro sbiadito:"Non aprire la porta alle 2,17."Un brivido le attraversò la schiena.Rientrò in casa, chiuse con due mandate e cercò di convincersi che fosse uno scherzo. Ma pochi minuti dopo il campanello suonò di nuovo.Questa volta non guardò.Il telefono vibrò.Numero sconosciuto.Rispose.Dall'altra parte arrivò un sussurro:"Ti sei voltata?"Il cuore le si fermò.Lei era rivolta verso la porta.Si girò lentamente.La finestra del soggiorno era aperta.Era certa di averla chiusa.Sul pavimento delle impronte bagnate conducevano verso il corridoio di casa.Una.Due.Tre.Si fermavano davanti alla porta della camera da letto.Laura prese un coltello dalla cucina e avanzò trattenendo il respiro.Aprì la porta di scatto.La stanza era vuota.Solo l'armadio era socchiuso.Fece un passo.L'anta si aprì lentamente da sola.Dentro non c'era nessuno.Ma sul fondo, inciso nel legno, compariva un messaggio fresco, come se fosse stato scritto pochi istanti prima:"Non sono mai entrato dalla finestra."Le luci si spensero.Nel buio assoluto qualcuno respirò alle sue spalle.Il giorno dopo la polizia trovò l'appartamento perfettamente in ordine.La porta era chiusa dall'interno.Di Laura nessuna traccia.Solo una fotografia appoggiata sul tavolo.Ritraeva il corridoio del quinto piano e la porta del suo appartamento.Dietro lo spioncino si vedeva un occhio che fissava il fotografo.
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