Quale amore
Mi ritrovo qui, ogni volta, esausta e ferita. Rannicchiata in un angolo, senza capire perché mi stai facendo questo. Perché mi violenti ogni volta, con le parole, con i calci e pugni, e poi mi guardi come un animale ferito.
Basta un niente e la tua vista si annebbia, una rabbia inconcepibile ti divora, soprattutto dopo una lite inutile, futile. Ho vergogna di me, della mia sottomissione e incapacità di ribellarmi a questa non vita, alla mia incapacità di difendermi.
Qualunque parola, gesto, può scatenare la bestia che è in te.
Cerco di non piangere, perché la mia debolezza ti incita a colpire più forte. La prima volta che hai iniziato, il mio rossetto era troppo vistoso, e me lo hai tolto spaccandomi il labbro con uno schiaffo, non potevo andare in giro conciata coma una donna di strada.
La seconda perché avevo messo le scarpe con i tacchi, me le hai tolte buttandomi a terra, ho anche sbattuto la testa.
Hai continuato con la cena che non ti piaceva, troppo salata, troppo cotta o troppo cruda, ed hai iniziato a scaraventare i piatti contro il muro, dopo ho dovuto rimettere in ordine e raccogliere i cocci. Sempre più terrorizzata cerco ogni volta un modo per uscire da questa gabbia.
Ma non ci riesco. Le mie amiche non mi chiamano più, forse hanno capito che non posso uscire con loro, cercando di convincermi ad andarmene... Non sono neanche più in grado di fare la spesa. Non ho soldi per acquisti, devo chiederli a te, e rendicontare lo scontrino.
L'inferno sicuramente e' più vivibile di quello che sto passando io. Non so più come nascondere i segni, le ferite ed i lividi che mi fai. Quando per caso qualcuno mi chiede, devo mentire, altrimenti a casa sono guai. La tua perfezione di fronte agli altri e' tale che nessuno mi crederebbe mai, se dovessi raccontare la verità.
Mi ritrovo in una prigione dorata, come la chiami tu. Dici che non mi manca niente, che faccio la regina, perché io non ho altri problemi, invece di lavorare faccio la mantenuta.
E giorni passano, e passano i mesi, ed io spero di morire piuttosto che continuare così. Dopo le botte mi vieni vicino, stanco, dici che è solo colpa mia, dici che sono io che sbaglio e tu mi devi correggere. Mi chiedi scusa e ogni volta mi prometti che e' l'ultima.
Ma questa ultima volta, dura da troppo tempo ormai, ed io ho capito che non finirà mai, perché non c'è un motivo. E' tutto nella tua testa malata, nella tua smania di possesso. Devo stare solo con te. Non mi è concessa altra compagnia o conoscenza. Non mi e' permesso scegliere l'abito da indossare, non mi è permesso neanche il parrucchiere. Io sono tua, dici sempre. E' così e basta!
Sono troppo stanca anche per pensare di fuggire, di denunciare, se non venissi presa sul serio, sono sicura che tu mi ammazzeresti, piuttosto che lasciarmi andare. Dai la colpa all’ amore infinito che provi per me…. Ma quale amore.
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