Storia · capitolo 1 · finale

La sciarpa di seta

La sciarpa di seta di Lory.Roma

LA SCIARPA DI SETA



Lucia era una donna pratica, indipendente, aveva raggiunto i 40, ed era stanca di tutta la superficialità che le girava intorno. Con gli anni aveva ridotto la sua cerchia di persone strette proprio per questo motivo. Nessuno ormai aveva voglia di parlare, di fare discorsi seri, di impegnarsi nei rapporti umani.

In ufficio, le sue colleghe non facevano altro che parlare di unghie da rifare, cellulite e dieta, come se fossero questioni di vita o di morte. Si sentiva estranea a tutto questo. "Non sopporto più certi discorsi" pensava tra sè e sè!

Il suo posto era altrove, oppure con qualcuno che fosse come lei, un amore o un'amicizia, poco importava.

Non era facile assolutamente a quell'età, iniziare nuove relazioni personali. Si diventa selettivi, poco tolleranti, rigidi.

Le venne un'idea. Decise di prendere una delle sue numerose e colorate sciarpe di seta, che spesso indossava sopra le camicie, gli spruzzò sopra del profumo, e decise di lasciarla volontariamente su una panchina del parco, dove lei di solito andava a camminare.

"Chi troverà questa sciarpa, dovrà restituirmela, solamente facendosi aiutare dalla traccia di profumo." Era convinta che ci fosse ancora qualcuno attento ai dettagli, gentile e premuroso, tra tutta la gente che abitava in paese. E quella persona, per lei, sarebbe diventata una persona speciale e degna di attenzioni!

Quella sciarpa di seta, dopo poco tempo, venne trovata da una ragazza, che stava passeggiando con il suo cagnolino. Appena sentì il profumo che la avvolgeva, si sentì stranamente rilassata e serena. Una specie di boccata d’ossigeno.

“Chissà chi l’ha perduta, è di seta e sicuramente appartiene ad una persona speciale, poi questo profumo…. Mi inebria”. Decise che voleva assolutamente trovare la donna in questione.

Il giorno successivo, la ragazza misteriosa, si mise alla ricerca di Lucia, ovviamente non la conosceva. Si faceva guidare dal profumo, e si avvicinava, annusandole, a tutte le donne, per trovarla. Ma nulla. Quel profumo non apparteneva a nessuna delle persone che aveva incontrato e che conosceva.

La cosa particolare e inspiegabile, era che, quel profumo, con il passare del tempo anziché dissolversi, diventava sempre più intenso, e penetrava nelle narici in maniera prepotente. Quasi la stordiva.

Erano passate circa un paio di settimane dal momento in cui Lucia aveva lasciato la sciarpa sulla panchina, ma nessuno ancora era riuscito a riportarla. “Evidentemente nutro troppa speranza sugli esseri umani, nonostante tutto.”



Stava perdendo le speranze.

Inoltre lei, volutamente metteva quel profumo tutte le mattine, per farsi riconoscere.

La ragazza, non sapeva più come fare per restituire quel pezzo di stoffa, era quasi decisa a tenerlo per sé.

Decise di farsi aiutare dal suo amico a quattro zampe. Gli fece annusare la sciarpa e poi uscirono per la passeggiata pomeridiana, dirigendosi proprio nel parco.

Sembrava però, che il suo pelosetto, non avesse nessuna intenzione di annusare tutte le persone che passeggiavano. “Sicuramente nessuna ha quel profumo”.

Passavano i giorni, e nessuna delle due, sia Lucia, che la ragazza misteriosa, si erano mai incrociate, neanche per caso.

“Può darsi che la mia sciarpa sia volata via, e sia andata a finire dentro qualche aiuola, si sia riempita di terra e foglie, e nessuno a questo punto, può averla trovata.”
Questa ipotesi la deluse molto, ma dovette quasi accettare che probabilmente era la realtà.

Un sabato mattina però, quando ognuna delle due donne non ci sperava più, avvenne il miracolo.

Lucia era seduta al solito bar, dove il fine settimana faceva colazione, e proprio dietro di lei, la ragazza col cagnolino.

Fu un attimo, lei riconobbe quel profumo, ormai le era entrato dentro, faceva parte di lei. Si voltò di scatto, guardò la donna alle sue spalle, e capì subito che era lei la proprietaria di quella sciarpa. La tirò fuori subito  dalla borsa, la chiamò e gliela porse con gentilezza.

“Signora, questa sciarpa è la sua, sono settimane che la cerco, ora che ho riconosciuto il profumo sono sicura che appartiene a lei, l’ho cercata ovunque..”

Lucia rimase stupita, guardò la ragazza commossa.. non ci credeva neanche lei.

“Grazie cara, sai ho lasciato la sciarpa sulla panchina volutamente, volevo proprio vedere se qualche persona sensibile e premurosa, attenta ai dettagli, ancora esistesse..e sono felice di notare che non mi sbagliavo.”

La ragazza le sorrise, anche il cagnolino iniziò ad abbaiare scodinzolando… Si sederono allo stesso tavolo ed ordinarono due caffè. Iniziarono a chiacchierare, e si presentarono: “Io sono Lucia”, “io mi chiamo Stella”, rimasero meravigliate per il significato simile dei loro nomi.. Iniziò così una bella e sincera amicizia.

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