Capitolo 3
“Ehi J., sono io. Alexis.” Dico. Mi sembra quasi di vederlo, qui, di fianco a me. Mi delizia con la sua presenza come al solito. Non mi guarda con i suoi occhi scuri, come se non volesse farlo dopo quello che gli ho fatto. Tiene lo sguardo alla sua destra, con le labbra arricciate. Non come se fosse arrabbiato, più come una finta arrabbiatura. Ha la mano sinistra appoggiata al collo. “Sei un illusione.” Gli chiedo. Lui annuisce. “Certo.” Mi dice. La sua voce. Sto iniziando a dimenticarla. E’ stravolta e puro frutto di ricordi. “Avrei dovuto capire. Non mi hai mai amato.” Dico. “Avrei potuto continuare come sempre, come prima. Non avrei dovuto ucciderti.” Non ci credo davvero. Lui tace. “Perché ho fatto quello che ho fatto? Avrei potuto fare di più.” Sospira. “Avrei potuto vivere al meglio ogni momento insieme a te.” Non so che cos’altro dirgli. Che cos’altro pensare. “Io… non ci riesco. Non riesco a fingere.”
J. si toglie la mano dal collo. La sua gola è distrutta. Quasi non si vede il rosa pallido, ricoperto dal sangue. Sono stato io. E’ merito mio. Ora è solo uno spettro. “Lo so.” Mi dice. “Stai solo fingendo.” La sua visione si fa sempre più labile. Ormai è morto. Il dolore verso qualcuno che non tornerà più non ha senso. “Non ci sono riuscito.” Lui alza le spalle. “Non importa.” Mi dice e smette di essere con me. Rimango solo in mezzo ad una folla. Sono più solo di quanto non sia mai stato. Solo con me stesso, costretto ad interagire con quello che nascondo. In mezzo alla gente, lui è sparito per sempre. Ma a chi importa? Questa cosa non ha senso. E’ stupida. Io a volte lo sono. Il patteggiamento è la fase più labile e meno chiara delle cinque. Avrei dovuto aspettarmelo. Non sono un attore così bravo. Anche se io sono l’unico spettatore del mio spettacolo. Mi alzo dalla panchina e non mi giro neanche una volta. Non si rincorrono i fantasmi.
Altre opere da leggere
Portami via con te
Una storia da vivere tutto d'un fiato. Vicky e Fede, Victoria e Federico. Vento in faccia, tornante dopo tornante, curva dopo curva. Un'alba particolarmente afosa, aria di pioggia. Lamiere, nulla più. Un ultimo desiderio: "Portami via con te".
L'inizio della fine del prima
Al Sombrío, orfanotrofio spagnolo sperduto nella foresta di Irati, Paloma si rifugia nei libri e nella danza per sopravvivere alla crudeltà del proprietario Rodrigo. Ma è la musica di Felipe a darle un barlume di speranza, fino a quando un segreto sepolto riaf
L'isola di Cristina
Sullo sfondo di una Procida vibrante, dove i colori pastello della Corricella si fondono con il profumo dolceamaro dei limoni e la poesia classica di Virgilio, cresce Cristina. Dotata di un'anima selvaggia e di uno straordinario talento artistico, la bambina c
La particella di Dio
Carlo, in una notte insonne, vive la visita improvvisa e inquietante di un topo che mina l'equilibrio della sua vita..........