CAPITOLO 7
Era una tiepida giornata di metà maggio quando Amabel entrò nel ranch della famiglia Lee per la prima volta. La pioggia incessante del giorno prima si era finalmente interrotta per lasciare spazio a un cielo senza nuvole. Appena varcò la soglia, indossando i suoi jeans preferiti e la felpa nera con il disegno di un unicorno regalatale dal padre, sentì un delicato profumo di fiori e di dolci fatti in casa. Tutto era come Matthew glielo aveva descritto in precedenza e, la sua prima, immediata impressione, fu di grande calore. Appena era scesa dal furgone pochi minuti prima, si era innamorata a prima vista della casa di un tenue colore giallo, con le colonne che sostenevano il portico e i dettagli in ferro battuto, era rimasta affascinata dalla grande fontana che arricchiva il patio antistante e dalle vaste scuderie. Costruita a ferro di cavallo e con un tetto di tegole rosse, era una casa da sogno ed era perfetta per una famiglia.
Fece un passo avanti e si guardò intorno. Sotto un altissimo soffitto, i locali disposti a differenti livelli si aprivano su un ampio ingresso. Per accedere al soggiorno, al cui centro campeggiava un enorme camino a tutta altezza, bisognava scendere diversi gradini. Alcune piante verdi dimoravano davanti alle finestre e i molti quadri appesi alle pareti davano alla stanza un aspetto armonioso. La cucina in legno massiccio, sicuramente opera di un esperto falegname della zona, era dotata di tutti i comfort e rallegrata da tende colorate. I mobili, adorni di fotografie che ritraevano Elisabeth e Dylan, ancora bambini, erano di una calda tonalità.
Una serie di comodi divani in tessuto fiorito creava un ambiente accogliente nel soggiorno, il tappeto vicino al grande camino di pietra era spesso e soffice. Sulla parete di fondo si apriva la scala che portava al piano superiore, in cui, le aveva detto il padre, vi erano collocate varie camere da letto e i bagni.
La stanza di Jane e quella di Elisabeth si trovavano nell’ala ovest insieme a diverse camere per gli ospiti, mentre la stanza di Amabel, quella di Dylan e una grande sala giochi occupavano l’ala est.
La calda atmosfera che si respirava all’interno della casa avvolse Amabel, facendole fremere la pelle e riempiendole il cuore di gioia.
Dal portico esterno giunse la voce allegra di una ragazza. «Arrivo subito, sto finendo di sistemare le bibite!»
Una ragazzina saltò letteralmente attraverso il vano della porta sul retro per giungere il più velocemente possibile in soggiorno. «Finalmente siete arrivati, non stavo più nella pelle,» disse con un sorriso sincero rivolgendosi ad Amabel e al padre, che in quel momento erano ancora uno accanto all’altra. Le due ragazze si guardarono negli occhi e si sorrisero, come se sentissero già di essere amiche. Fu chiaro che si fossero piaciute fin da subito.
«Ciao Amabel, la mamma mi ha parlato molto di te,» disse la nuova arrivata, stringendola forte a sé.
«Anche mio padre mi ha parlato a lungo di te e della tua famiglia, Elisabeth,» rispose Amabel timidamente.
«Chiamami pure Lily, lo fanno tutte le mie amiche.»
Amabel sorrise timidamente, quella ragazza le piaceva, le piaceva davvero.
Jane invitò le due ragazze ad andare a sedere nel portico sul retro mentre abbracciava il futuro marito con gli occhi pieni di gioia e di speranza. Era una donna di poco più di quarant’anni, con capelli castani e magnifici occhi verdi, gentile e ospitale e, soprattutto, si era immediatamente affezionata ad Amabel, quando Matthew le aveva parlato della figlia.
«Lily è una ragazza davvero brava e coscienziosa, quando vuole. Mi ha aiutato a preparare tutto l’occorrente per una bella merenda, manca solo la torta che abbiamo cotto questa mattina,» esclamò la donna raggiante, dirigendosi verso la cucina.
Elisabeth aveva i capelli castani come la madre e gli occhi neri come il padre. Era una personcina vivace e piena di energia e non perdeva mai l’occasione per divertirsi. La sua passione era la cucina e, in particolare, preparare una quantità esagerata di dolci insieme alla madre, esattamente come avevano fatto quella mattina in occasione dell’arrivo dei loro ospiti. Guardandola in quel momento, con il volto radioso e sorridente mentre parlava con Amabel e Matthew, Jane non poté far altro che rendersi conto che la figlia era stata la sua forza nei difficili mesi successivi alla morte improvvisa di Jong. Con il suo sorriso e la sua allegria, Elisabeth era riuscita ad aiutarla a superare quell’immenso dolore.
Amabel e Lily chiacchierarono per tutto il pomeriggio: parlarono della scuola, dei cavalli, del ranch, dei loro libri preferiti e della musica che amavano ascoltare. Conversarono a lungo delle rispettive passioni e inoltre pianificarono alcune avventure per i giorni seguenti.
«Vedrai che ti troverai bene nella nostra scuola, gli insegnanti sono tutti gentili, anche se la professoressa di matematica è una vera arpia,» spiegò Elisabeth con una smorfia.
«Non è lei a essere un’arpia, sei tu che non ti applichi,» la riprese bonariamente la madre. «E poi, quante volte ti ho detto di farti aiutare da tuo fratello se non riesci in qualcosa?»
«Certo, come passare dalla padella alla brace. È talmente intelligente che si spazientisce se qualcuno non capisce qualcosa e va su tutte le furie. Non si rende davvero conto che non tutti hanno una mente brillante come la sua.»
«È forse un genio tuo fratello?» chiese Amabel incuriosita.
«Diciamo di sì, anche se non glielo diciamo troppo spesso, altrimenti gli potrebbe salire alla testa,» rispose Elisabeth ridendo. «E abbiamo già il nostro bel daffare con il caratteraccio che si ritrova.»
«Elisabeth Lee! Smettila di parlare alle spalle di tuo fratello, non è una cosa carina da fare, specialmente davanti ai nostri ospiti,» intervenne a quel punto Jane. «Signorina vedi di tenere a freno la lingua.»
«Ok, mamma. Tanto avranno presto modo di constatarlo da soli.»
Matthew intanto aveva sistemato sul tavolino di fronte alle ragazze una gigantesca torta al cioccolato, ricoperta di ganache e zuccherini colorati e un intero vassoio di bignè alla crema. Erano talmente invitanti che Amabel non resistette alla tentazione di assaggiarne uno.
«Ma, a proposito, dov’è tuo fratello?» chiese Amabel curiosa.
Elisabeth sorrise. «Ah, Dylan?» disse con tono un po’ più serio. «È al ranch di Dave, il suo miglior amico. È lì da una settimana, a dar loro una mano con il bestiame.»
Amabel la guardò, un po’ sorpresa, mentre Elisabeth continuava. «Non è un tipo che ama restare fermo per troppo tempo. Appena c’è un po’ di lavoro da fare, lui è il primo a correre a dare una mano. È sempre stato così, anche quando era più piccolo.»
«Dev’essere davvero un tipo in gamba,» disse Matthew.
«Oh, è bravo, ma anche un po’... scorbutico,» aggiunse Elisabeth con un sorriso ironico. «Se non gli va una cosa, non esita a dirlo. Però, in fondo, mooolto in fondo, è un ragazzo gentile. Solo che... è un po’ difficile da capire, a volte.»
«E quando tornerà?» chiese Amabel, non riuscendo a nascondere la sua curiosità.
«Domani o dopodomani,» rispose Jane, in tono tranquillo. «Dylan si è sempre preso il suo tempo, ma so che sarà felice di incontrarvi. Dopotutto, diventerete parte della famiglia.»
Altre opere da leggere
La mia storia tragicomiconcologica
Si avvicina ottobre, mese dedicato alla prevenzione del cancro al seno. Anche nelle situazioni più drammatiche si può trovare la forza di sorridere... Vivere un tumore è sempre difficile. In questa storia autobiografica condivido esperienze, pensieri e un
RIFLESSI D'UMANA FRALEZZA
Due gemelli, Francesco e Gianni, crescono nella stessa casa ma sembrano appartenere a due mondi opposti: uno prigioniero delle proprie paure, l’altro incapace di accettare qualsiasi limite. Le loro vite si intrecciano con amori, dipendenze, violenza, rimpianti
Sceglimi ancora
L'incidente non ha cancellato i ricordi. Lukas sa chi è e ricorda perfettamente i quattro anni passati con Connor. Eppure, cercando di tornare alla normalità, si accorge che qualcosa si è spento. Le vecchie passioni lo lasciano indifferente e il suo sguardo su
Il Festival delle Balene
In un piccolo villaggio sulla costa, Efia, una bambina di otto anni appassionata di creature marine, attende con ansia l'evento più affascinante dell'anno, ovvero la grande migrazione delle balene. Quella che doveva essere una giornata di festa però, si trasf