Storia · capitolo 22

Luglio 2011

RIFLESSI D'UMANA FRALEZZA di Alessandro Carrozzo

Francesco era lì davanti a quella lapide di quel minuscolo cimitero di quel piccolo paesino in cui suo padre era nato 73 anni prima. Aveva esaudito il suo desiderio di essere sepolto lì, a due passi dal mare in cui aveva nuotato da bambino prima di trasferirsi in città poco più che adolescente in cerca di una vita più dignitosa.

In realtà Francesco aveva cercato di esaudire tutti i desideri di suo padre, aveva cercato per la sua intera esistenza di essere esattamente il figlio modello che tutti i genitori sognano di avere.

Ed è per quello che non riusciva a togliersi dalla mente le parole di Gianni.

Sei uno sfigato, lo diceva sempre anche papà, non hai carattere, non hai le palle per affrontare le difficoltà della vita. Ero io il suo figlio preferito.

Conoscendo Gianni, lo avrà detto per la sua innata propensione a torturarmi fisicamente e psicologicamente, non è possibile che papà abbia mai pensato una cosa del genere.

Francesco ne era intimamente convinto ma quel dubbio lo avrebbe attanagliato per il resto dei suoi giorni.

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