Storia · capitolo 26

Aprile 2016

RIFLESSI D'UMANA FRALEZZA di Alessandro Carrozzo

La sveglia sta suonando. OK, ricapitoliamo tutto. Prima il piede destro a terra. Poi indossare per prima la pantofola sinistra e poi la destra. Poi ogni stanza va varcata con il piede destro e lasciata con lo stesso piede. Ogni cosa va toccata per ultima con la mano destra. Qualsiasi cosa va iniziata in un minuto pari.

Non bisogna dimenticare che i numeri pari sono simbolo di stabilità e i dispari di cambiamento, e i cambiamenti sono sempre qualcosa di cui aver paura.

La vita di Francesco era scandita da un numero indefinito di rituali. Come se qualsiasi cosa avesse sbagliato avrebbe dovuto provocare effetti nefasti nella sua esistenza.

Facendo il solito percorso verso la macchinetta del caffè intravide con la coda dell’occhio quel mucchio di carte che aveva lasciato sul tavolo la sera prima, cercando la prova di aver già pagato quella multa che ora l’agenzia delle entrate gli contestava come non corrisposta. Decise quindi di rimettere tutto in ordine prima di qualsiasi altra cosa.

Uno dei mucchietti di carte che aveva messo in un angolo cadde a terra e ne sbucò fuori una sua vecchia foto con Sabrina.

Non ricordavo di averla buttata qui in mezzo alle bollette, ma che testa ho?

Rimase lì a contemplarla, a riflettere su quei sorrisi così spontanei e spensierati.

Chissà cosa sarebbe della mia vita ora se quel giorno avessi avuto più coraggio.

Non c’era comunque tempo di perdersi in rimpianti. Il suo senso del dovere lo riportò subito al mondo reale. Tutto in ordine: rituali compiuti, si può correre in ufficio.

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