Storia · capitolo 3

Aprile 1985

RIFLESSI D'UMANA FRALEZZA di Alessandro Carrozzo

Francesco era diventato lo zimbello di tutta la scuola e la vittima preferita del bullo di quartiere. A Gianni andava bene così. Si divertiva molto a vederlo tornare a casa piagnucolando quasi ogni giorno. Poi un giorno la sua mente perversa decise di sfruttare quella situazione. Quel giorno Francesco non sarebbe andato a scuola e lui decise di mettersi addosso quei vestiti orribili che sua zia riusciva a imporre solo a suo fratello. Indossò i pantaloni di velluto blu e quel cappotto verde da vecchio coi bottoni marroni giganti. Salutò sua zia dicendogli: “sei contenta che mi sono vestito come piace tanto a te?”.

Arrivò a scuola e aspettò che Valter facesse la sua mossa quotidiana. Si sentì afferrare per una spalla e si voltò di scatto. Valter ebbe solo il tempo di notare qualcosa di molto diverso negli occhi di Francesco e di farsi balenare l’idea che forse si era imbattuto nel gemello sbagliato. Gianni smise di picchiare solo quando venne tirato via a forza da sopra il petto di Valter che ormai giaceva a terra privo di sensi.

Ora Gianni aveva ottenuto due risultati con una sola mossa: aveva ribadito a tutti che la sua follia era da temere e al tempo stesso aveva una ragione in più per far sentire il suo gemello totalmente dipendente da lui.

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